Le parole
che usiamo.
I termini che ricorrono in questo sito e le definizioni classiche del business, spiegate senza giri di parole. Ogni voce dice cosa significa e dove se ne parla.
I termini
di questo sito.
I tre movimenti
Se ne occupa: I nove servizi
Il giro
Se ne occupa: I nove servizi
Strategia e tattica
Se ne occupa: Consulenza strategica e direzionale
Distribuzione tradizionale, organizzata, grande distribuzione
Se ne occupa: Sviluppo commerciale e nuovi mercati
Ciclo di vita del prodotto
Se ne occupa: Sviluppo commerciale e nuovi mercati
Il valore trasferito
Se ne occupa: Sviluppo commerciale e nuovi mercati
Marginalità e volumi
Se ne occupa: Politiche di prezzo e listini
Le marginalità giocate
Se ne occupa: Politiche di prezzo e listini
Il mix di prodotto
Se ne occupa: Politiche di prezzo e listini
Il modello di vendita
Se ne occupa: Politiche di prezzo e listini
Le parole
del business.
Margine di contribuzione
Formula: margine di contribuzione = ricavi − costi variabili.
Si legge in tre modi. Unitario: sul singolo pezzo — un prodotto venduto a 100 con 60 di costi variabili ha un margine di contribuzione unitario di 40. Totale: margine unitario per quantità vendute. Percentuale: margine diviso ricavi — nell'esempio, il 40%.
Il significato pratico è che un ricarico alto non basta a fare utile: l'utile è margine per volumi, e un margine generoso su un prodotto fermo vale meno di uno sobrio su un prodotto che gira.
Se ne occupa: Controllo di gestione · Politiche di prezzo e listini
Punto di pareggio
Se ne occupa: Controllo di gestione
Business plan
Un business plan si compone di analisi di mercato, modello di ricavo, piano economico-finanziario e piano operativo. La parola inglese business planning indica l'attività continua di pianificazione, non il documento: il piano è una fotografia, la pianificazione è un lavoro che non finisce.
Modelli e schemi si trovano ovunque; quello che nessun modello dà sono le ipotesi, ed è lì che un piano regge o cade.
Se ne occupa: Business plan e sviluppo d'impresa
Controllo di gestione
Chi lo usa smette di scoprire i risultati a bilancio chiuso e comincia a correggere mentre l'anno è ancora aperto.
Se ne occupa: Controllo di gestione
Consulenza direzionale
Si trova scritta anche come consulenza di direzione o consulenza manageriale: sono la stessa cosa.
Se ne occupa: Consulenza strategica e direzionale
Consulenza strategica
Se ne occupa: Consulenza strategica e direzionale
Consulenza organizzativa
Se ne occupa: Riorganizzazione aziendale
Riorganizzazione aziendale
Se ne occupa: Riorganizzazione aziendale
Strategia di prezzo
Gli approcci classici sono tre: sul costo, si parte da quanto si spende e si applica un ricarico; sulla concorrenza, si guarda cosa fanno gli altri; sul valore, si parte da quanto vale per chi compra. Il primo è il più diffuso ed è quello che porta più spesso a un prezzo che esiste nel listino e non nel mercato.
Se ne occupa: Politiche di prezzo e listini
Posizionamento di prodotto
Un prodotto senza posizionamento non è neutro: viene posizionato dagli altri, di solito sul prezzo.
Se ne occupa: Sviluppo commerciale e nuovi mercati
Quello che diciamo
senza nominarlo.
Rotazione
È il concetto dietro la frase che ricorre nelle nostre pagine: un ricarico generoso su un prodotto che non ruota vale meno di un ricarico sobrio su uno che gira. Il margine si misura sempre insieme alla rotazione, mai da solo.
Se ne occupa: Politiche di prezzo e listini
Disponibilità a pagare
È il punto da cui parte il nostro modo di costruire un listino: si parte dalla fine, dal prezzo che il consumatore accetta di pagare, e si torna indietro lungo la filiera fino al margine dell'azienda. Il costo dice il pavimento; la disponibilità a pagare dice il soffitto.
Se ne occupa: Politiche di prezzo e listini
Catena del valore
È quello che facciamo quando diciamo che ogni passaggio ha il suo margine e si ricostruisce a ritroso fino al tuo: un prezzo al pubblico fuori mercato quasi mai nasce in azienda, nasce lungo la catena — e senza guardarla tutta non si sa dove si è perso.
Se ne occupa: Sviluppo commerciale e nuovi mercati
Centro di costo
È lo strumento che manca quando alcune commesse o clienti sembrano in perdita ma non si riesce a misurarlo: senza centri di costo il conto torna solo a livello di azienda, e il prodotto che erode il margine resta invisibile dentro la media.
Se ne occupa: Controllo di gestione
Scostamento
È la risposta alla situazione che descriviamo così: si fattura di più ma non si guadagna di più. Senza confronto fra previsto e realizzato quella frase resta una sensazione; con lo scostamento diventa un numero, e un numero si può aggredire.
Se ne occupa: Controllo di gestione
Deleghe
Quando diciamo che una riorganizzazione cambia chi decide cosa, parliamo di questo: non di caselle spostate in un organigramma, ma di deleghe date davvero — perché un ruolo senza delega è un titolo, e chi lo occupa continuerà a chiedere il permesso.
Se ne occupa: Riorganizzazione aziendale
Mansionario
È la forma scritta della domanda chi fa cosa, la prima che poniamo in una riorganizzazione. Nelle aziende dove non esiste, le mansioni si sono depositate per abitudine: qualcuno fa una cosa perché la faceva già, e nessuno sa dire se debba ancora farla.
Se ne occupa: Riorganizzazione aziendale
Barriere all'ingresso
Sono la prima cosa da misurare quando si valuta di entrare in un nuovo mercato: un mercato attraente senza barriere lo è per tutti, e un mercato difficile da aggredire è anche difficile da difendere per chi c'è già.
Se ne occupa: Sviluppo commerciale e nuovi mercati
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