Avere un sistema per non perdere opportunità

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Qualche articolo fa, abbiamo parlato di come sia importante avere degli obiettivi, una pratica molto sperimentata e utile. Imparare a definirli meglio, rappresenta un notevole aiuto alla nostra vita lavorativa e personale.

Se l’obiettivo non viene centrato, se diventa superato, se è impossibile raggiungerlo per vari motivi, cosa possiamo fare? Ci blocchiamo disperati?!?!? Direi proprio di no.

Non è rara questa situazione, anzi, per lavoro ho avuto la fortuna di ascoltare molte esperienze di imprenditori e manager: inizialmente ricordavano i loro successi e raramente i loro fallimenti o insuccessi. Poi, approfondendo la confidenza, venivano fuori anche questi ultimi. Questi racconti e le mie personali letture, hanno confermato una convinzione fin troppo scontata: le persone che oggi vediamo come un personaggio di successo, prima di diventare tali, hanno commesso errori e la loro strada non è stata sempre in discesa.

Cosa possiamo quindi imparare? Cominciamo con identificare tratti comuni. Uno di questi è la dedizione: non si sono risparmiati ed hanno dedicato anima e corpo a quello che facevano. Passione, grinta, talento, sembrano quasi caratteristiche scontate, meno scontato è concepire un errore come errore e non come fallimento. L’errore è uno dei passaggi esperienziali per imparare e migliorare. Vale a dire: "così non si può fare ma c'è un altro modo di farlo! Trovalo!"

Uno spunto interessante, fuori dagli schemi, ma che approfondisce il tema, l’ho trovato scritto in un frammento di intervista a Scott Adams, celebre per aver creato la striscia a fumetti Dilbert, nonché scrittore di diversi libri di filosofia, di parodie satiriche, e socio del Mensa, un'associazione internazionale senza scopo di lucro di cui possono essere membri solo le persone che raggiungano o superino il 98 percentile del QI (quoziente d'intelligenza). Non si può diventare un "Mensano" (così si definisce un membro del Mensa), se non si rientra nel 2% della popolazione mondiale con il più alto Quoziente Intellettivo.
Con una semplice, lucida, affermazione ai limiti del cinismo dichiara:

meglio concentrarsi sui sistemi piuttosto che sugli obiettivi.

In altre parole, scegliere progetti e atteggiamenti che, anche se finiscono con un "fallimento" agli occhi del mondo esterno, porteranno comunque doti o relazioni che terrai con te. Scegli ciò che ti condurrà comunque al "successo" nel corso del tempo, perché ti avrà aiutato ad accumulare risorse che potrai reinvestire nei progetti futuri.

Per concretizzare nel quotidiano questo concetto la differenza sta nel tipo di domande che formuliamo.
Le domande da farci sono: “Quali capacità durevoli posso sviluppare? Che tipo di relazioni devo coltivare?"  
La domanda da evitare è: "Quale obiettivo a breve termine posso perseguire?"

Nella prima serie di domande infatti, ci sono le potenzialità di un effetto a valanga positivo, mentre il secondo tipo si riduce alla semplice alternativa tra successo e fallimento immediati, senza premi di consolazione.

Tutto questo sembra andare in contrasto con la buona pratica degli obiettivi, ma rileggendo bene, quando definiamo un obiettivo correttamente, tracciamo un percorso. Questo percorso lo possiamo trasformare in un sistema valido a prescindere dall'obiettivo. Un sistema utile, con cui facciamo quel percorso, e valido per far crescere la nostra preparazione, il nostro livello. A distanza di anni ho rivalutato quello che diceva mio nonno:

impara l’arte e mettila da parte

Tornando a Scott Adams, il sistema da lui utilizzato, prima poter capire quali opportunità gli potevano capitare, era costruire un sistema che gli permettesse di crescere ed acquisire concetti, contenuti, esperienze, relazioni, tecniche e competenze, da conservare e sviluppare nel tempo diventando il suo bagaglio personale. Il suo sistema fu iniziare a scrivere il suo blog. Quello infatti, per lui rappresentava un sistema, non un obiettivo. Perché scrivere è un talento che richiede pratica.

Quindi la prima parte del suo sistema comprendeva esercitare la scrittura in maniera regolare. "Non sapevo esattamente a che fine mi stessi esercitando, ed è questo a renderlo un sistema e non un obiettivo." spiega lo stesso Adams.

La seconda parte del sistema blog è che assomiglia a un reparto ricerca e sviluppo. "Tratto una grande varietà di argomenti anche con "toni" diversi (arrabbiato, serio, ironico, ecc...), e i lettori sono bravissimi a farmi capire quale funziona e quale no." continua nell'intervista.

I post quindi, lo misero in evidenza, così arrivò la chiamata del Wall Street Journal, e, grazie alla pratica, sapeva quali erano gli argomenti preferiti dal pubblico, così i suoi articoli divennero molto popolari. 
La collaborazione con il Wall Street Journal attirò l'attenzione degli editori, e questa attenzione si tradusse nel contratto per scrivere il suo libro. Questo poi ha generato una serie di inviti a tenere discorsi in giro per il mondo, "che sono lucrativi in modo imbarazzante", come ha dichiarato.

Ecco l'effetto a valanga positivo creato da un sistema.

Quindi, secondo Adams, mettere degli obiettivi è importante, ma concentrarsi sul sistema, permette di creare i presupposti ad essere pronti e cogliere opportunità di successo.

Questo accomuna molte persone di successo, ed è valido specialmente nei nostri tempi, dove i cambiamenti sono veloci e le opportunità possono essere create o prese soltanto se siamo pronti, se alleniamo la nostra preparazione e quindi impostiamo un sistema di allenamento per la nostra crescita personale e lavorativa.

organizzazione, Sistema, Obiettivo

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